martedì 4 novembre 2014

Dracula Untold

Titolo: DRACULA UNTOLD (Dracula Untold)
Regia: GARY SHORE
Soggetto, scen.: MATT SAZAMA, BURK SHARPLESS
Interpreti: LUKE EVANS (Vlad Dracula), SARAH GADON (Mirena), CHARLES DANCE (Vampiro maestro)
Durata, Col., Orig.: 92’, C, USA
Produzione: UNIVERSAL, LEGENDARY et al.
Anno: 2014
Distribuzione: UNIVERSAL
Uscita: 30-10-2014

È uscito il 30 ottobre nelle sale italiane Dracula Untold, opera prima del regista irlandese Gary Shore.

Transilvania, XV secolo. Sulla riva di un fiume, il principe Vlad Dracula e i suoi uomini trovano l’elmo di un soldato turco, indebitamente infiltratosi nelle loro terre. Sembra che l’elmo sia stato trascinato dalla corrente, quindi Dracula e un gruppo di fedelissimi salgono sul Monte del Dente Rotto, dove sospettano sia stato ucciso il soldato. Penetrati in una grotta, i transilvani vengono massacrati da una creatura che si muove nel buio, potente e inafferrabile (Charles Dance, già vampiro in Underworld – Il Risveglio). L’unico che ne esce vivo è Vlad, salvato dalla luce del sole.
Tornato al castello, il principe può riabbracciare la bella moglie Mirena e l’amato figlio Ingeras, e apprende dal monaco Lucian di essere sopravvissuto all’attacco di un vampiro. Intanto a corte arriva una delegazione turca, a cui viene pagato il solito tributo in monete d’argento. Ma questa volta non è abbastanza: il Sultano Mehmed II intende rinnovare una vecchia usanza ed esige che gli si consegnino mille ragazzi transilvani per allargare le fila del suo esercito. Dracula stesso da ragazzo venne consegnato ai turchi, e crebbe con l’attuale Sultano. Si reca quindi come un amico da Mehmed e cerca di convincerlo a rinunciare alla gravosa richiesta. Per tutta risposta il Sultano rilancia pretendendo anche la consegna di Ingeras. Vlad si rifiuta di consegnare il figlio e scoppia la guerra.
I numeri dell’armata ottomana sono schiaccianti rispetto a quelli dell’esiguo esercito transilvano, e Vlad prende l’unica decisione che gli può dare la forza necessaria a vincere: si reca nella grotta sul Monte del Dente Rotto e chiede al vampiro maestro di essere trasformato. Ma un destino di dannazione lo attende se nei primi tre giorni egli cederà alla sete di sangue, cosa che invece libererà il maestro dalla sua prigione. Vlad accetta la sfida e diventa un vampiro, un avversario che neanche l’imponente esercito turco riesce a sconfiggere. Ma ciò non tiene al riparo Mirena e Ingeras dalle macchinazioni dei nemici e Dracula dal tradimento dei suoi.



Veder scorrere il logo della Universal all’inizio di un film su Dracula suscita di per sé già qualche brivido di piacere e dispone bene l’appassionato cinefilo. Lo storico marchio, infatti, non può che riportare alla mente le memorabili pellicole interpretate da Bela Lugosi e John Carradine e, perché no, anche il più recente Van Helsing. La delusione quindi è ancora più cocente quando ci si rende conto che questa ennesima apparizione cinematografica di Dracula (dal budget, sembra, di ben 70 milioni di dollari) è un pasticcio decisamente malriuscito.
Sebbene visivamente apprezzabile e forte di alcune trovate registiche di buon impatto (la trasformazione di Dracula in una nuvola di pipistrelli, lo stormo di pipistrelli che prendono forma di pugno dietro la regia di Vlad, il faccia a faccia con il vampiro maestro), la storia fa acqua da tutte le parti, a partire dal carattere del protagonista: più che l’eroe della resistenza valacca o una tenebrosa creatura della notte, lo scialbo vampiro di questo cinefumettone sembra un tragico supereroe, capace da solo di uccidere migliaia di nemici.
Tra alcune infelici citazioni del Dracula coppoliano (il “tuffo” nel vuoto della principessa, l’amore tragico di Vlad per la sua sposa, la reincarnazione della principessa nella persona di Mina), una serie di inesattezze storiche lascia allibiti. In particolare, il riferimento a un regno decennale di Dracula sulla Transilvania e il suo atteggiamento troppo deferente con i messi ottomani: vedendo sullo schermo il principe tollerare la tracotanza della delegazione turca non può che venire alla mente l’aneddoto storico degli irrispettosi ambasciatori che finirono con i turbanti inchiodati sulla testa.
Il re dei vampiri, malvagio per antonomasia, diventa qui un premuroso padre di famiglia e un sovrano illuminato che si sacrifica per il suo popolo: un triste portavoce del buonismo hollywoodiano. In definitiva, meglio sarebbe stato che questo Dracula rimanesse “untold”.




Risorse Web:
Sito ufficiale
Scheda di Imdb.com
 

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