martedì 12 luglio 2016

La Terra dei Vampiri

Titolo: FANTASTICA, N.20
Episodio: LA TERRA DEI VAMPIRI
Testi: DAVID MUÑOZ
Disegni: MANUEL GARCIA
Copertina: MICHAEL LARK
Colori: JAVI MONTES
Traduzione: LEONARDO TAIUTI
ISBN: 978-88-6926-203-6
Pagine: 152
Ed. or.: LES HUMANOÏDES, 06-2013/05-2015
Ed. it.: MONDADORI COMICS, 09-2015

La Mondadori Comics ha pubblicato lo scorso anno, nella collana “Fantastica”, un volume che raccoglie la serie La Terra dei Vampiri, pubblicata in Francia in tre tomi da Les Humanoïdes.

In seguito a degli esperimenti di controllo del clima condotti da alcuni scienziati, il Sole si è oscurato e il cielo si è chiuso per sempre sotto una spessa coltre di nubi. I vampiri, prima nascosti nel buio della notte, ne hanno approfittato per venire allo scoperto, e hanno conquistato la Terra, facendone il loro terreno di caccia. Le città sono diventate posti inospitali e pericolosi, dove ogni incontro può essere fatale.
Raul e Elena sono due sopravvissuti che si occupano della giovane Sonia e di tre bambini, Jorge Luis, Leire e il fratellino Nando. Il gruppo, partito da Barcellona, sta cercando di raggiungere Canfranc su un pullman, ma viene attaccato sulla strada da alcuni vampiri. Raul viene ucciso e gli altri si salvano solo grazie all’intervento di un uomo misterioso, Nil, che fa fuori tutti i succhiasangue con la sua katana, adoperata con grande abilità.


Elena e i bambini decidono di seguire Nil, e si mettono in cammino verso una base militare sulle montagne, protetta da una divisione dell’esercito. Il viaggio è tutt’altro che facile, tra branchi di cani e “parassiti”, vampiri isolati che seguono furtivamente gli umani. Nando rimane gravemente ferito e viene fuori che Nil stesso è un vampiro. Elena rifiuta di far vampirizzare Nando, in fin di vita, e la sorellina Leire non glielo perdona.
A una sconvolta Elena, Nil spiega che non si è mai saputo niente dei vampiri perché protetti dalla Chiesa del Sangue, che ne nascondeva l’esistenza e ne teneva sotto controllo la popolazione. Nil segue i dettami dell’organizzazione e aborrisce la violenza contro gli umani. Ma un gruppo di vampiri si è ribellato alla Chiesa del Sangue e ha preso il sopravvento. Il gruppo finisce proprio nelle grinfie dei dissidenti, capitanati da Alex, il vampiro che trasformò Nil e che ha messo in piedi una sorta di allevamento di umani, con l’obiettivo di creare una nuova società, dominata dalle creature della notte.


Definita dal sito dell’editore un “road movie post-apocalittico”, questa graphic novel scorre in effetti come un film, con buon ritmo e inquadrature suggestive, intrattenendo piacevolmente. La storia si svolge in un mondo non proprio desiderabile, ma purtroppo non tanto incredibile, un mondo distrutto dalla stupidità umana, in cui i più forti hanno preso il sopravvento e sovvertito la catena alimentare. I riferimenti sono vari, su tutti The Walking Dead e 30 Days of Night. Non mancano dei guizzi ambientalisti, nei riferimenti ai danni causati dall’uomo al pianeta, ma Nil dimostrerà che per l’umanità c’è ancora speranza, se anche un vampiro può decidere di sacrificarsi per salvare degli innocenti, come lascia presagire il raggio di sole che fa capolino tra le nuvole.
I disegni sono dipinti in tinte spente, fosche, e creano efficacemente un mondo immerso in un perenne crepuscolo, dove l’unico colore acceso è il rosso del sangue, che scorre immancabilmente a fiumi. I volti sono fortemente espressivi e rendono bene la tensione nei passaggi più drammatici.
La Terra dei Vampiri è in definitiva una piacevole lettura, che testimonia che nel genere vampiresco poco è rimasto dei deliri vampirico-adolescenziali, mentre hanno attecchito i semi di altre opere di ben altra carica perturbante.

Risorse Web:
Blog di David Muñoz
La Terre des Vampires sul sito di Les Humanoïdes Associés
Intervista a Manuel Garcia
Mondadori Comics
 

domenica 19 giugno 2016

Roberto Recchioni Presenta: Dracula

Titolo: ROBERTO RECCHIONI PRESENTA: I MAESTRI DELL’ORRORE (1° vol.)
Episodio: DRACULA
Testi: MICHELE MONTELEONE
Disegni: FABRIZIO DES DORIDES
Colori: no
Copertina: ROBERTO RECCHIONI
Lettering: FEDERICO MARCHIONNI
ISBN: 978-88-6920-382-4
Pagine: 110
Edizione: STAR COMICS, 11-2015

Sul finire dello scorso anno, la Star Comics ha varato la collana “Roberto Recchioni presenta i Maestri dell’orrore”, con la quale sono stati proposti quattro classici della letteratura horror reinterpretati da giovani talenti del fumetto italiano: Frankenstein, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Alle Montagne della Follia e Dracula. L’uscita della collana è stata preceduta da un “Numero Zero” di sedici pagine, che propone il racconto L’ospite di Dracula, di Monteleone e La Bella.

Il Dracula di Monteleone e des Dorides è una trasposizione sostanzialmente fedele del romanzo di Stoker, in cui viene in parte conservata l’impostazione epistolare e diaristica, a cui però non viene lasciato troppo spazio (come in altre versioni a fumetti di questo classico), ma che anzi viene abilmente sfruttata come una funzionale narrazione fuori campo. Un buon quarto del volume è dedicato, opportunamente, alla permanenza di Jonathan nel castello di Dracula, con gli episodi dell’arrivo di Harker, della visita delle vampire, della “esecuzione” della madre a cui Dracula ha sottratto il figlio. Dopo gli avvenimenti ambientati a Whitby e l’arrivo del Demeter, viene narrata la “malattia” di Lucy e l’intervento dell’esorcista Van Helsing. Ormai ringiovanito, un perfido e determinato Dracula si aggira per le strade di Londra. Alla caccia per la città delle casse di terra di Dracula, dopo la vampirizzazione di Mina, segue l’inseguimento in Transilvania. La storia si conclude con l’epilogo in cui viene presentato, sette anni dopo la distruzione di Dracula, il giovane Quincey Harker.


Questa “riduzione” in graphic novel sviluppa in particolare la componente orrifica della storia originale e il carattere mostruoso di Dracula, un essere malvagio e senza scrupoli, famelico come le sue spose vampire dallo sguardo lascivo. È un conte vampiro più ferino che seducente, che prende con la forza le sue vittime, come nello spietatato morso inferto prima a Lucy, poi a Mina. È un predatore, una efficientissima macchina di morte, spiega Monteleone nella postfazione, a cui piace giocare al gatto e al topo.
Per quanto riguarda i disegni, lo stile risulta fumoso e nebbioso nei passaggi drammatici, più dettagliato altrove: Dracula e il suo castello emergono dalla nebbia, come un incubo terrificante da cui è difficile svegliarsi. In quest’approccio si ravvisa l’influenza del grande Corrado Roi, mista a suggestioni del Dracula coppoliano. È forte l’uso di neri e ombre, che restituiscono un’atmosfera onirica di incombente minaccia, resa anche grazie a dettagli quali i terribili occhi di Dracula e il terrore nei volti dei paesani. Funziona bene l’organizzazione delle tavole realizzata da des Dorides, a tratti molto libera, come a pagina 14, suddivisa nei frammenti di uno specchio, ma anche in una vertiginosa scala a chiocciola, in cui Jonathan si aggira smarrito e delirante nel labirintico castello.


Ne risulta in definitiva una buona versione del Dracula, dall’impatto fortemente horror, in cui vengono proposti gli episodi salienti della trama originale, senza concedere nulla a lungaggini e derive gratuitamente romantiche.
Interessanti le note di Recchioni, il quale ammette che Dracula è il suo mostro preferito, diverso da tutti gli altri: «Lui non vuole essere amato e non cerca l’approvazione di un padre o della società. Lui non pensa senza agire e non agisce senza pensare, ma pensa e agisce nello stesso momento, privo di esitazioni e libero da quei limiti ipocriti e borghesi dettati dalla coscienza o dalla moralità».
Il volume presenta un’elegante sovraccoperta trasparente in PVC, con impressi i testi, che vanno a sovrapporsi ai disegni stampati in copertina.

Risorse Web:
Scheda sul sito Star Comics
Il blog di Michele Monteleone
Roberto Recchioni su Wikipedia
Star Comics
 

lunedì 2 maggio 2016

Vampiri? Paura e desiderio del ritorno tra mito, fiction e scienza

Lo scorso 9 aprile, nelle sale del Mufant (Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino), si è tenuto l’incontro Vampiri? Paura e desiderio del ritorno tra mito, fiction e scienza, con gli interventi di Massimo Centini e Franco Pezzini, e con l’inaugurazione della mostra dell’artista inglese Andrew Turner.

Dopo la presentazione dei padroni di casa Silvia e Davide, prende la parola Massimo Centini, antropologo e autore di alcuni saggi sul vampiro (tra cui Il vampirismo, Xenia Edizioni). L’intervento di Centini è incentrato sul tema della paura dei morti, una paura trasversale a tutti i popoli, che nasce, secondo Freud, dal senso di colpa che i vivi hanno verso i defunti. Nel 1907, Hertz schematizzava alcuni passaggi rituali: morte – sepoltura – lutto – concetto di anima – aldilà. Questi passaggi hanno la funzione di placare il morto e di addolcirgli il trapasso, scongiurando in tal modo la possibilità che «ci venga a tirare i piedi nel sonno». La paura di vedere il defunto, che è anche una speranza, più o meno confessata, si manifesta con visioni, stati di coscienza alterata, apparizioni. Segno di questa paura sono le “sepolture anomale”, praticate fino al Settecento, con cui i cadaveri subivano vari trattamenti, come la rottura del collo, il taglio dei piedi e delle gambe, l’inserimento di mattoni nella bocca... Pratiche che sono chiaramente frutto della superstizione. Ma fede nell’aldilà e spiritismo, secondo lo scettico Centini, sono entrambe risposte al sentimento di paura e desiderio del contatto con i defunti. D’altra parte, lo stesso Lombroso, dopo le sue esperienze con la medium Eusapia Palladino, parlando di spiriti e aldilà, dovette ammettere che «forse qualcosa c’è».
Arriva il momento del saggista e vampirologo Franco Pezzini, che propone un excursus storico sulle diverse incarnazioni del vampiro tra letteratura e cinema, definendo questa figura dell’immaginario come un termine intermedio tra i due estremi rappresentati dall’evanescente fantasma e dal fin troppo concreto zombie: il vampiro è, forse più di queste creature fantastiche e più di ogni altra, espressione della modernità. Dopo i primi passi letterari, risalenti a metà Settecento, questa figura fu giocata in chiave poetica da Goethe, Keats e Coleridge. Passando dal Vampiro di Polidori e dal Varney, Stoker ne sintetizzò tutte le precedenti declinazioni. Dracula, complici le versioni teatrali, diede al vampiro un fascino sensuale, in particolare con le interpretazioni di Lugosi, Lee e Langella. Nel periodo d’oro della Hammer, racconta Pezzini, alcune ragazze sembra lasciassero le finestre delle loro stanze aperte durante la notte con la speranza di una visita di Dracula/Lee. Con Anne Rice ci fu una svolta importante: finalmente era il vampiro a raccontare se stesso e non i suoi nemici. Matheson poi esplorò le conseguenze del contagio vampirico esteso su scala globale. Con la recente saga di Twilight, il vampiro diventa “politically correct”, portavoce di uno «yes, we can». Ma in questo caso non siamo più nel campo dell’horror o del fantastico, quanto piuttosto in quello dell’urban fantasy o del meraviglioso, per dirla con Todorov. Che Twilight sia il crepuscolo del vampiro? Pezzini sostiene di no, perché questa figura ancora ci parla di morte, di eros, di indecidibilità esistenziale, delineandosi come un’eccezionale «supermetafora del fantastico».
A questo punto viene inaugurata la mostra di Andrew Turner, artista inglese portatore di un ricco immaginario gotico-fantastico.

La cornice del Mufant si rivela quanto mai adatta all’evento (qui una galleria fotografica). La collezione, infatti, presenta non poche chicche per gli appassionati di horror e vampiri. Oltre a sezioni dedicate alla fantascienza e alle serie tv di culto, come X-Files e Buffy, si può ammirare un’ampia selezione di riviste pulp, da “Weird Tales” ai fascicoli del “Romanzo d’avventure”, di action figures, di illustrazioni originali e di un intero “Halloween village” di Nightmare Before Christmas. Non mancano, poi, scaffali e modelli dedicati alle icone dell’orrore: la mummia, Frankenstein, il fantasma dell’opera e, ovviamente, Dracula. Un Museo unico nel suo genere in Italia, consigliato a chi fosse di passaggio nel capoluogo piemontese.

Risorse Web:
Mufant - Museo del Fantastico e della Fantascienza
Pagina FB del Mufant
Pagina dell’evento
Franco Pezzini: Cercando Carmilla, The Dark Screen, Peter & Chris
Libera Università dell’Immaginario
Massimo Centini: Il vampirismo
 

domenica 31 gennaio 2016

Dampyr - N.190

Titolo: DAMPYR, N.190
Episodio: L'OMBRA DI TZIAO-MIN
Soggetto: CLAUDIO FALCO
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: SILVIA CALIFANO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: LUCA CORDA
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 01-2016

L’albo 190 di Dampyr è ambientato nel sud-est asiatico dove i nostri eroi si scontreranno di nuovo con il Maestro della Notte Tziao-Min.



Il mercenario T-Rex organizza un incontro con la squadra di ammazzavampiri, guidata da Harlan Draka, per stanare e sconfiggere un pericoloso Maestro della Notte che agisce in Indocina gestendo il commercio della droga.

I nostri eroi scopriranno che il nascondiglio del Maestro Tziao-Min è un monastero che Harlan riconosce come quello che aveva visto nel Libro del Tempo Perduto: il luogo dove Kurjak aveva trovato la morte.

La battaglia, a questo punto, non è solo contro il vampiro e i suoi accoliti ma anche contro un destino che deve essere cambiato.


Claudio Falco organizza la seconda apparizione di Tziao-Min (lo abbiamo già incontrato nel terzo Speciale Dampyr) in grande stile, collegandosi anche con l’ultimo albo speciale, da lui stesso sceneggiato. Seppur ci si trovi di fronte alla classica avventura dampyriana, la tensione si mantiene alta pagina dopo pagina lasciando, quindi, il lettore soddisfatto.
Silvia Califano ha uno stile deciso e molto realistico che ben si adatta alla tematica dell’albo. Molto espressivi i primi piani dei protagonisti e le scene dinamiche sono mozzafiato.

Risorse Web:
Blog di Silvia Califano
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
La pagina Facebook di Dampyr

giovedì 14 gennaio 2016

Dampyr - N. 189

Titolo: DAMPYR, N.189
Episodio: LA CASA DEGLI SPECCHI
Soggetto: CLAUDIO FALCO
Sceneggiatura: CLAUDIO FALCO
Disegni: ALESSIO FORTUNATO
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 12-2015

Nell’ultimo Dampyr del 2015 il nostro eroe cade nella trappola tesagli dal Duca infernale Nergal e dovrà cimentarsi in numerose prove prima di poterne uscire.



La succuba Meridiana, fingendosi una ragazza in difficoltà, riesce a farsi soccorrere dal dampyr e, facendo leva sul suo spirito cavalleresco, lo convince a farsi accompagnare ad Aquisgrana ove, nella città vecchia, sorgerebbe la sua abitazione.

Appena varcata la soglia, Harlan assiste a diversi scenari che cambiano repentinamente: si troverà a dover soccorrere l’amico Kurjak, a combattere con un misterioso cavaliere, fra le lenzuola con Anneke… Si tratta di potenti illusioni create da Meridiana che, in accordo con Nergal, vuol sconvolgere la mente di Harlan affinché riveli dove è nascosto l’altro dampyr, l’ancora bambino figlio del Maestro Mordha.

Claudio Falco, in quest’avventura, ha preferito lasciare Harlan privo del sostegno di Kurjak e Tesla, facendogli affrontare con le proprie forze le insidie della “Casa degli Specchi”, arrivando a farlo combattere addirittura contro sé stesso. Meridiana dovrà rivalutare con chi allearsi se vuole salvare la pelle e, quando avrà inteso l’inganno sotteso al piano del Duca Nergal, stipulerà una temporanea tregua col dampyr.

I disegni di Alessio Fortunato rendono al meglio la bizzarra architettura della “Casa degli Specchi”, inoltre l’infittirsi e il diradarsi dei tratteggi sugli sfondi creano dei suggestivi giochi d’ombre che intensificano l’atmosfera da incubo dell’avventura.

Risorse Web:
Blog di Alessio Fortunato
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
La pagina Facebook di Dampyr

martedì 12 gennaio 2016

Dampyr - N.188

Titolo: DAMPYR, N.188
Episodio: IL MARCHIO GIALLO DI CARCOSA
Soggetto: MAURO BOSELLI
Sceneggiatura: MAURO BOSELLI
Disegni: MARCO SANTUCCI
Colori: no
Copertina: ENEA RIBOLDI
Lettering: OMAR TUIS
ISBN: no
Pagine: 96
Edizione: SERGIO BONELLI, 11-2015

L’albo di Dampyr del mese di novembre conteneva un’avventura dedicata al mito letterario del “Re Giallo”: un dramma francese che, inevitabilmente, conduceva alla follia chi ne avesse completato la lettura.

 La veridicità di questo testo è pari a quella del più famoso “Necronomicon” e, al pari dello pseudobiblion lovecraftiano, ha ispirato numerosi autori horror del novecento come Bierce ed Hodgson che lo hanno citato nei loro racconti.



Harlan decide di recarsi a Parigi per aiutare Angélique, la figlia della sua collega libraia Anne, alla quale stanno accadendo curiosi episodi che, inequivocabilmente, sembrano collegati alle vicende narrate nell’antologia “Il Re Giallo”, in particolare alla leggenda della perduta città di Carcosa.
Contemporaneamente Kurjak, recatosi a New York, incontra, dopo aver assistito alle prove di uno spettacolo teatrale tratto da “Il Re Giallo”, un uomo misterioso e immediatamente si trova catapultato in un mondo parallelo dove gli sarà fatto il dono di una maschera capace di influenzare la volontà di chi la indossa.

I riferimenti a Carcosa si fanno sempre più frequenti e concreti al punto che è inevitabile concludere che qualcuno stia tentando di portare nel nostro mondo questi oscuri miti; sarà compito dei nostri eroi fermarlo prima che sia troppo tardi.

Anche questa volta Boselli dà dimostrazione della sua capacità di muoversi fra il quotidiano e il fantastico senza intaccare lo scorrere della narrazione, rispettandone i tempi e mantenendo alta la tensione.
Marco Santucci, con le sue figure plastiche, disegnate da prospettive cinematografiche, e la trasformazione dei paesaggi urbani in veri e propri scenari da incubo, si conferma come uno dei migliori disegnatori della testata.

Risorse Web:
Mauro Boselli su Wikipedia
Sito Web di Marco Santucci
Marco Santucci su Wikipedia
Blog di Enea Riboldi
Sergio Bonelli Editore
Dampyr su Wikipedia
La pagina Facebook di Dampyr

lunedì 4 gennaio 2016

Fabian Gray N.3 - Uomini e Mostri

Titolo: ALMANACCO COSMO, N.11
Episodio: FABIAN GRAY, N.3 - UOMINI E MOSTRI
Testi: FRANK J. BARBIERE
Disegni: CHRIS MOONEYHAM
Copertina: CHRIS MOONEYHAM
Colori: LAUREN AFFE
Traduzione e lettering: I COSMONAUTI
ISBN: 978-88-6911-219-5
Pagine: 160
Ed. or.: IMAGE COM., 04/2014-07/2015
Ed. it.: EDITORIALE COSMO, 12-2015

È in edicola il terzo volume di Fabian Gray, che raccoglie i numeri 11/17 dell’edizione americana. Con questa uscita la Cosmo si mette al passo con l’edizione originale della serie regolare, ma sembra improbabile che completi la pubblicazione con lo speciale di Barbiere e Vidaurri, uscito negli USA nel maggio scorso.

Coste perdute: Il volume inizia con la conclusione della saga ambientata sull’Isola dei Sogni, pubblicata nel numero 2. Dopo aver affrontato gli spiriti degli uomini da lui uccisi nel proprio passato, Fabian Gray si ritrova davanti una donna con l’aspetto della sorella Silvia, ma che in realtà è una strega. Il nostro eroe finisce così prigioniero per pagare un “tributo” alla tempesta in arrivo e si trova in un’arena, insieme a Jezebel e alla piratessa Sinbad. Qui deve affrontare un temibile mostro, che si rivela essere il suo nemico Asif, e per non soccombere dovrà usare il potere del Vampiro. Intanto un gruppo di nazisti rapisce il suo amico Sebastian Windsor.


Uomini e mostri: Sulle tracce di Sebastian, usando il potere del Detective, Fabian giunge in Romania, dove si trova ad affrontare un gruppo di mostruosi animali antropomorfi. L’eroe salva dal loro agguato un ragazzo, che si stava recando in un villaggio per consegnare delle medicine. Il carico giunge quindi a destinazione e viene consegnato a un medico che sta curando la popolazione da una brutta epidemia. Come scoprirà Fabian, dietro al rapimento di Sebastian e all’epidemia che trasforma gli uomini in mostri animaleschi c’è l’opera di un diabolico scienziato: il dottor Moreau, assoldato dal Reich nazista. Nella sua battaglia, l’eroe dovrà cedere al potere del Vampiro e contemporaneamente guadagnarsi l’aiuto del cacciatore Van Helsing.

In questi ultimi episodi, vediamo Fabian sempre più impegnato a combattere i propri demoni interiori, in particolare il Vampiro, che sembra il più potente, ma anche il più pericoloso dei cinque spettri che ospita dentro di sé. D’altra parte Fabian, per quanto abbia alle spalle un passato di ladro e di traditore, appare generoso e animato da un viscerale amore fraterno per la sorella, e da veri sentimenti di amicizia verso Sebastian e di lealtà verso i propri compagni. Particolare risulta l’ambientazione, che a ben vedere non è una credibile Romania, quanto piuttosto un onirico luogo dell’immaginazione, quale era la stokeriana “terra oltre la foresta”.
I disegni di Mooneyham sono sempre minimali e fortemente espressivi nel viso e negli occhi dei protagonisti. I flash-back sono ancora efficacemente resi con degli “schizzi” colorati in toni seppia.

Risorse Web:
Il sito di Frank J. Barbiere
The Art of Chris Mooneyham
Image Comics
Editoriale Cosmo